Bologna, 23 febbraio 2010
Correre nel paradiso terrestre della Montagnola
di Mario Liccardi
Pensione, ahimè
Il lato positivo (o negativo, per alcuni) del lavoro fuori casa è quello di vivere in maniera metodica secondo abitudini e gesti ripetitivi comandati dall’orologio. Per me questo era salutare. Svegliarmi sempre alla stessa ora del giorno per andare a lavorare e seguire giocoforza alcune regole di vita, dava al mio corpo e all’umore una sferzata di energia.
Con la pensione è tutto cambiato. La sera non casco più dal sonno e al mattino mi alzo sempre ad orari diversi. L’intervallo fra colazione e pranzo si è paurosamente accorciato. Esco tardi, un caffè al bar per leggere il giornale e arriva già l’ora di tornare a casa. La mattina non ha più l’oro in bocca.
È cambiato anche il luogo della seduta di allenamento infrasettimanale. Prima era il centro sportivo Arcoveggio, mercoledì alle 12:30 quando uscivo dall’ufficio. Ora, stando a casa, l’Arcoveggio mi sembra lontano mille miglia.
Succede quindi che il venerdì, dopo i primi giorni della settimana passati pigramente, smaltito l’indolenzimento muscolare e l’acido lattico conseguenza dell’ultima maratona domenicale, mi è molto più comodo, quando mi gira nel verso giusto, a qualsiasi ora e senza alcuna programmazione, fiondarmi fuori di casa, risalire via del Porto, attraversare di corsa via Marconi lontano dalle strisce con il rischio di essere investito da moto e motorini che la fanno da padroni, percorrere i portici di Via dei Mille, oltrepassare d’un balzo Via dell’Indipendenza fino in Piazza VIII Agosto, farmi largo fra la folla della Piazzola e finalmente girare a sinistra su per la rampa della Montagnola.
Breve descrizione storico-turistica della Montagnola
Piazza VIII Agosto, intitolata alla battaglia vinta dai bolognesi contro gli austriaci nel 1848, ospita ogni venerdì e sabato il Mercato della Piazzola, caratteristico appuntamento bolognese, piuttosto noto non solo in città ma anche fuori regione. Nell’occasione la piazza si colora di bancarelle cariche di vestiti, scarpe, articoli per la casa e accessori vari, mentre dall’altra parte della strada, lungo le rampe che portano alla Montagnola, si trova la zona riservata ai venditori di abiti usati, antiquari e mercanti di curiosità.
Le antiche cronache riferiscono che la Montagnola, circa quindici metri di altitudine, non è una collinetta naturale, ma è nata dall’accumularsi delle macerie della Rocca di Galliera, “cinque volte levata contro la libertà bolognese, cinque volte dal popolo atterrata” (Carducci), innalzata dal potere pontificio cinque volte fra il 1300 e il 1500 per controllare la città da una zona sopraelevata, e sempre rasa al suolo dagli indomiti cittadini bolognesi.
Già nel 1600 la piccola altura fu destinata al pubblico passeggio per le carrozze, divenendo così il primo giardino pubblico della città. Nel 1805 Napoleone creò, nei sei ettari del parco, una promenade alla francese: il luogo diventò così “un sito delizioso ed alquanto elevato” (Ugo Foscolo lo fa descrivere così da Jacopo Ortis). A fine 1800 inoltre, sul lato di via dell’Indipendenza, fu realizzata la maestosa scalinata che i bolognesi chiamano “il Pincio”, decorata da rilievi e gruppi scultorei ispirati a episodi della storia di Bologna.
Il mio paradiso terrestre della Montagnola
La Montagnola è oggi una vasta area verde attraversata da una pista circolare asfaltata di circa 600 m circondata da fontanelle e sculture, panchine, campi di calcetto e pallavolo. Al suo interno vi è anche un parco giochi per bambini. Ad entrambi i lati della pista, la vegetazione è arricchita da maestosi platani, filari di lecci, viali di tigli e fresche conifere. Pur ubicata nel cuore di Bologna accanto alla stazione delle autocorriere e i viali di circonvallazione, in una zona centrale trafficata, la Montagnola è un luogo silenzioso. Non è molto frequentata, perché da oltre 100 anni il primato di parco pubblico cittadino è passato ai Giardini Margherita situati dall’altra parte della città, ai piedi della collina.
Nonostante la presenza di qualche gazzella della polizia con funzioni antidegrado per scoraggiare lo spaccio di droga, chiudendo gli occhi, mi dimentico di essere immerso nello smog bolognese. Con un po’ di fantasia, correndo un giro dopo l’altro, mi sembra di essere nel paradiso terrestre. Chi si accontenta gode.
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