mercoledì 29 dicembre 2010

Speranza europea

Sabato 3 Luglio 2010
Speranza europea
di Mario Liccardi

"100 Marathon Club Italia": per ora non ci chiamiamo ancora così.
Il nostro nome attuale è "Club Super Marathon Italia". In omaggio a Sergio Tampieri da Forlì, mega Presidente che dal 19 giugno, per ragioni di età, ha passato la mano. Ma i tempi cambiano in fretta e anche noi dovremmo aggiornarci. In Germania esiste già da tempo "100 Marathon Club Deutschland", e in Gran Bretagna "100 Marathon Club United Kingdom". Europa docet.

Super? Ci chiamiamo Super perchè nel 1985, anno ufficioso di fondazione del Club, a Tampieri è girata così. I tempi erano eroici. Alcuni soci che avevano già 100 maratone sul groppone (Sergio Tampieri, William Govi, Giuseppe Togni e pochi altri) crearono un Club con una stretta di mano, senza regole scritte e cariche sociali. Sergio Tampieri, persona degnissima, fu eletto a furor di popolo Presidente.
La quota sociale? Chi voleva pagava, e chi andava a sbafo la faceva sempre franca. Sergio Tampieri e il suo "segretario" Lorenzo Gemma evitavano di mettere in croce i furbetti del quartierino.
La classifica annuale? La stilava il Presidente secondo la regola (verbale) di inserire solo maratone o ultra certificate. Alcuni furbetti si sono visti decurtare molte delle gare denunciate. Tampieri, inflessibile, controllava e eliminava sempre quelle sospette: ad esempio, non accettava le maratone ed ultra del circuito FIASP, caratterizzate da distanze chilometriche approssimative, partenze generalmente libere, controlli e classifiche inesistenti.
I tempi erano "eroici" ma anche un po' sospetti: non disponendo dell'ausilio di Internet e della rete, il Presidente faceva quello che poteva. Come è stato possibile controllare la veridicità di maratone corse anche 30 anni prima? Oltre a non pagare un gherlo, alcuni supermaratoneti pigri non inviavano neppure l'elenco delle gare ultimate nell'anno. E Tampieri tenace come si regolava? Aggiornava le classifiche degli scansafatiche inserendo le gare che apparivano nell'edizione speciale di Correre (certamente in numero inferiore a quelle effettivamente ultimate).
Ecco perchè sulla veridicità delle classifiche attuali non scommetterei una lira. In calce a quella pubblicata occorrerebbe specificare: "classifica del Club Super Marathon Italia a meno di errori e omissioni".

Super? Chi è Super fra noi? A mio avviso sono quattro:
  • È Super Sergio Tampieri, che fino a due anni fa correva ancora la maratona in meno di 5 ore;
  • Lo è il mitico Giuseppe Togni, con 760 gare ultimate alla veneranda età di 83 anni suonati;
  • Marialuisa Costetti, ultrarunnerin già vincitrice della 100 km del Passatore;
  • E, last by not least, Angela Gargano, Guinness dei primati con 100 maratone e ultra nel 2002 e 562 km coperti in pista alla 6 gg di Antibes nel giugno di quest'anno.
Super? Ce ne sono altri? Alcuni ottimi atleti, ultramaratoneti IUTA iscritti anche al nostro Club per amicizia, come Monica Barchetti e Enrico Vedilei. E gli altri? Onesti macinatori di chilometri, che invece di andarsene al mare, fare una scampagnata con gli amici, dedicarsi alla famiglia, leggere un buon libro, o anche, perchè no, rilassarsi in piaceri di altra natura, preferiscono santificare le feste sudando e sbuffando per 42 km e passa. Magari scattando anche fotografie come il sottoscritto. Questione di gusti dunque. Tutto questo significa essere Super? Non mi risulta. Non mi sento Super per niente.

Sono più credibili i nostri colleghi d'oltralpe. Hanno come soci autentici fenomeni: almeno cinque fra cui una donna arrivata a oltre 1.000 e l'ultrasettantenne Horst Preisler che di maratone e ultra ne ha ultimate almeno 1.700; in molti ogni anno ne corrono più di 100. Non gli passa per l'anticamera del cervello di farsi chiamare Super. Solo onesti faticatori della domenica come noi tutti.

"100 Marathon Club Italia": cambiamo la nostra ragione sociale dunque. Non prendiamoci più in giro.

Mario Liccardi

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