Domenica 2 settembre 2007
Maratona Città di Sant’Agata di Puglia
Le promesse del Sig. Tutt’apposto
di Mario Liccardi
L’antefatto
Chiedo venia per non conoscere Sant’Agata di Puglia ma dallo scarno depliant del valente organizzatore Massimo Faleo si capisce poco o nulla. Buio pesto anche nel sito riportato sul volantino, www.globerunnersfoggia.supereva.it: quando ti colleghi, trovi friend$, filmini pruriginosi e quant’altro, ma niente che ricordi, se pur da lontano, la maratona. A fine agosto telefono quindi a Massimo per chiedere lumi. Anche se la prima risposta già la conosco “tutt’apposto, Mario, tutt’apposto”, insisto: “Massimo, com’è l’altimetria? Qual è il dislivello positivo totale? 100, 200 oppure 1.000 m?” “Tutt’apposto, Mario, salitelle leggere, un centinaio di metri, poca roba, tutt’apposto”. “Ma se prenoto l’Eurostar Foggia-Bologna delle 16:12, riesco ad arrivare a Foggia in tempo?”. Mister Tutt’apposto promette, assicura, tranquillizza. Dice che la maratona si correrà su un percorso da ripetere 2 o 3 volte, e che forse opterà per un tracciato alternativo appena ondulato, praticamente piatto. Giura che una navetta dell’organizzazione partirà alle 15:00 da Sant’Agata e porterà a Foggia tutti coloro che ne faranno richiesta.
Siccome conosco i miei polli (nel caso di specie il pollo Massimo) e di Massimo mi fido il giusto (quindi poco), per non correre con il patema d’animo del treno che parte, programmo la trasferta in auto con Roberto Trinelli e Marina Mocellin. All’ultimo momento Roberto rinuncia e la trasferta in auto svanisce: in due il costo del treno è competitivo e, ciò che più conta, il viaggio è più sicuro. Confidando nel percorso “ondulato, praticamente piatto” promesso dal Sig. Tutt’apposto, prenoto il viaggio di ritorno con l’Eurostar delle 16:12 e che Dio me la mandi buona.
Sul cucuzzolo della montagna
Arriviamo a Sant’Agata sabato alle 21:30, dopo un viaggio allucinante di 10 ore e passa, fatto di treni in ritardo fino a Foggia, bus persi per un soffio in direzione Candela e appuntamenti mancati con le auto dell’organizzazione. Nell’ultimo tratto in macchina di circa 20 km scopriamo, sulla nostra pelle, che Sant’Agata di Puglia è un borgo abbarbicato a 800 m s.l.m. sul cucuzzolo di una montagna. Qualche giorno dopo, a casa, una breve ricerca su Google mi svelerà che, proprio durante un soggiorno in questi luoghi, Edoardo Vianello ha trovato l’ispirazione per comporre la celebre canzone “Il cucuzzolo”: “Dal cucuzzolo della montagna, sotto a un cielo tinto col blu, con in testa un passamontagna, scenderemo sempre più giù giù”… ecc…ecc.
La maratona consiste in due giri turistici iniziali di circa 1,5 km/cad per il borgo di Sant’Agata (con uno strappo finale mozzafiato in prossimità del traguardo), e di altri tre giri, turistici anch’essi ma di più largo respiro, su e giù per i Monti Dauni, formati da una prima metà in discesa (6,5 km dal cucuzzolo della montagna fino alla statale di pianura) e ritorno, e te pareva, in salita. I pochi abitanti del luogo che Massimo non è riuscito a corrompere assicurano che il dislivello positivo totale è 1.500 m. Inchiodato dall’evidenza e senza più possibilità di barare, Massimo Tutt’apposto confessa che il titolo più corretto sarebbe stato “Ecomaratona Città di Sant’Agata di Puglia”, e così dicendo incappa in un altro strafalcione. Caro Massimo, una maratona, per potersi definire “eco”, deve svilupparsi su sentieri sterrati e attraversare boschi e prati in fiore. Messo alle strette, quasi piangendo, confessa di aver taciuto le difficoltà del percorso per paura di non raccogliere sufficienti adesioni, paventando diserzioni di massa specialmente fra i Supermaratoneti.
Pronti, partenza anticipata e via
Domenica mattina la decisione. Per non correre con l’ansia di perdere il treno, concordo con Massimo Tutt’apposto di partire alle 8:30 insieme a Marina. Con noi ci sarà anche l’incommensurabile Beppe Togni. Tutt’apposto, almeno così sembra. E’ una bella giornata ma fortunatamente non c’è il caldo opprimente dei giorni scorsi quando a Foggia si sono sfiorati i 45°C. Alle 9:15, mentre corriamo in discesa, sentiamo lo sparo: per colpa di alcuni ritardatari o forse a causa di qualche ingranaggio inceppato, lassù in zona partenza le cose non sono filate lisce. La maratona degli altri parte con un quarto d’ora di ritardo e i nostri minuti di anticipo diventano 45. Me la prendo comoda e mi godo la bellezza dei luoghi. Scatto molte foto ai panorami ed agli amici maratoneti che incrocio più volte lungo il percorso. Un particolare encomio alla brava e sempre sorridente gazzella Marialuisa Costetti, dominatrice della competizione. Un saluto all’amico Pasquale Giuliani che, nonostante problemi alla caviglia, a suo dire praticamente spezzata (!) e i 45 minuti di svantaggio, mi raggiunge nella salita del terzo ed ultimo giro in vista del traguardo. Un incitamento al bravo Roberto Annoscia, onesto maratoneta ed appassionato redattore di commenti sulle proprie corse e non solo; prodigo, in un articolo, di lodi sperticate verso il sottoscritto, tipo: “ottimo Mario dalle grandi capacità”. Lodi che, ove non suonino come una sonora presa per i fondelli, sono prive di qualsiasi fondamento (giuridico).
Finisco alle 14:18 in 5h33’, risultato non malvagio, ben lontano dalle 6h30’ del tempo massimo consentito. Il cronometro ufficiale segna 4h48’ ed il giudice Fidal, bontà sua, non si accorge di nulla. Quando gli faccio presente che alle 4h48’ occorre aggiungere 45 minuti, cade dalle nuvole. Massimo Tutt’apposto, lì nei pressi, cerca di attirare la mia attenzione raschiandosi la gola e facendomi l’occhiolino. Ma come? Il giudice non era stato avvertito? Dopo una lunga spiegazione l’uomo Fidal sembra acconsentire a modificare il risultato e si appunta il mio tempo effettivo.
Vado in albergo a rinfrescarmi ed alle 14:45 sono in piazza insieme ad altri maratoneti in attesa del pullman. Il bus ritarda ma Massimo Tutt’apposto dice che è tutt’apposto, non ci dobbiamo preoccupare. Finalmente alle 15:30, con 30 minuti di ritardo, arriva un pulmino guidato da un autista del luogo emulo di Michael Schumacher che a 140 km/h, percorrendo strade strette e fortunatamente poco trafficate, ci porta rapidamente a destinazione, tutti interi ma con i capelli in testa ritti dalla paura.
Conclusioni finali
Nonostante il bonario sfottò all’amico Massimo Faleo che certo non se la prenderà, il giudizio sulla maratona è largamente positivo. Prezzi molto contenuti: 40 € fra pettorale, albergo, navetta e il ricco pasta party del sabato sera sono obiettivamente pochi. Ristori frequenti (tre ogni 6 km), ricchi di cibi solidi, frutta, liquidi e cocacola. Suggestive le tanto vituperate pale eoliche sui crinali dei colli vicini. Magica la veduta del borgo di Sant’Agata con case, chiese e palazzi incastonati gli uni sugli altri. Fra salite e discese, il percorso non è mai noioso. Con qualche piccolo cambiamento, inserendo nel depliant il tracciato planimetrico e l’altimetria, studiando meglio gli orari (partire alle 9:00 all’inizio di settembre potrebbe essere azzardato visto il gran caldo dei giorni scorsi) e adottando anche in terra di Puglia la puntualità svizzera, la “Maratona dei Monti Dauni” (o “Maratona sulla Loggia delle Puglie”, come sembra sarà intitolata la prossima edizione) potrebbe diventare la classica di inizio stagione.
Malumori fra Supermaratoneti
Una settimana dopo, a Luco dei Marsi (AQ), ove si è svolta la “6 ore nella Città di Angizia” (vinta ancora da Maria Luisa Costetti e durante la quale “l’ottimo Mario dalle grandi capacità”, forse ancora provato dagli strapazzi dei Monti Dauni, si è poco onorevolmente ritirato), un uccellino mi segnala che la nostra partenza anticipata è stata molto chiacchierata nell’universo dei SuperMaratoneti&C ed ha dato adito a critiche e discussioni. Pare che la scorrettezza dei tre soci abbia disonorato il Club SuperMarathon Italia e che il fattaccio sia stato riferito, in quali termini non si sa, anche al SuperPresidente Sergio Tampieri. Il quale, incolpevole, presente a Luco dei Marsi, mi ammonisce: “Per questa volta passi, ma non farlo mai più” … Che ce volete fa’? Così è la vita.
[Nota di fine settembre]: a fine settembre la classifica ufficiale della maratona non è ancora disponibile. Massimo, interpellato più volte per telefono, mi ha sempre risposto che, manco a dirlo, “è tutt’apposto”.
[Nota di fine ottobre]: la classifica è stata finalmente pubblicata; accanto al nome di Mario Liccardi risplende il RealTime di cinque ore trentatre minuti. Tutto è bene quel che…..
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